Pubblicato il 18 febbraio 2023 19:18
IMPLICAZIONI PSICO FISICHE DEL TATTO-MASSAGGIO.
Esiste una scienza particolare che ha messo in evidenza come il tatto sia terapeutico: è l'haptonomia che è una disciplina definita come la scienza del contatto affettivo.
Lucrezio, che è stato un grande filosofo, ha definito il tatto il senso più antico rispetto agli altri perché è il primo a svilupparsi e sta alla base della percezione sensoriale. Il primo CON-TATTO dell'essere umano si ha nella pancia.
La nostra pelle non è una semplice superficie che riveste il nostro corpo, ma è anche profondità, soprattutto perché la pelle registra e memorizza tutte le percezioni: ecco perché il tatto è estremamente terapeutico sia dal punto di vista fisiologico sia dal punto di vista psichico. Frans Veldam, fondatore di questo approccio, studiò il rapporto tattile tra madre e nascituro prematuro come terapia; successivamente ci fu uno studio condotto in Kentucky dalla dottoressa Bradley su 150 pazienti malati di tumore su cui applicò una tecnica giapponese che consistette nello sfiorare e toccare punti specifici del corpo che vengono chiamati serrature di salvaguardia dell'energia, i cosiddetti chakra, con la giusta manualità, ottenne dei benefici sui malati oncologici che effettuavano cicli di chemioterapia, si notò una notevole diminuzione degli effetti collaterali dei farmaci senza provocare ulteriori complicanze.
Detto ciò, si evince l'importanza del massaggio che stimola tra le altre cose il rilascio delle endorfine che hanno un potere analgesico ed eccitante e hanno una notevole influenza sul benessere del nostro corpo, danno un senso di appagamento, intervengono sull'umore e sulla regolazione del sonno, sulla secrezione di ormoni e la regolazione del ciclo mestruale. inoltre apportano ottimismo, energia svolgendo un ruolo antidepressivo, aiutano il relax e attenuano il senso di fame. Ecco perché il massaggio è considerato una delle prime forme di terapia praticate dall'uomo ed ecco perché soprattutto in periodo post COVID, dove siamo stati privati delle più innocue forme di contatto, scegliere di regalarsi dei massaggi è il più bel gesto d'amore che si può fare verso sé stessi🥰 .
Nei prossimi articoli parlerò un po' di storia del massaggio e ne descriverò alcuni nel dettaglio quindi, STAY TUNED😉
Pubblicato il 25 febbraio 2023 16:53
CURIOSITA' SUL MASSAGGIO
Sapevate che il massaggio, grazie alla sua capacità di apportare benessere fisico e morale, è considerato una delle prime forme di terapia praticate dall'uomo?! L'arte del massaggio risale alla notte dei tempi già negli anni prima di Cristo veniva praticato dal popolo cinese e dagli indù. Lo ritroviamo anche in Egitto, in Grecia e a Roma, persino Ippocrate padre dell'attuale medicina affermava che il "medico deve avere molteplici esperienze, ma deve conoscere sicuramente l'arte del massaggio", e ne descrisse le numerose proprietà terapeutiche all'interno dei suoi scritti. Il massaggio dunque non deve essere visto solo come un trattamento di bellezza o una coccola, ma è un trattamento soprattutto preventivo e terapeutico , le potenzialità del tocco vengono studiate da anni e si è appurato che le risposte dell'organismo sono evidenti e benefiche sia nell'immediato che nel tempo. Le tecniche di massaggio sono molteplici e possono essere coadiuvate con diversi presidi, cercherò di descriverne alcuni nei prossimi articoli.
STAY TUNED.....
Pubblicato il 25 febbraio 2023 18.54
LINFODRENAGGIO METODO VODDER
Il massaggio linfodrenante è la metodica di massaggio più richiesta nei centri estetici, è stato ideato negli anni '30 dal dottor Emil Vodder, se eseguito in modo corretto permette alla linfa di seguire il suo corso, migliorando l'eliminazione di scorie e tossine e indirettamente apportando più ossigeno e sostanze nutritive.
Quando il sistema linfatico necessita di un aiuto per essere riattivato, il linfodrenaggio è il metodo più efficace contro: edemi, cefalee, occhiaie e gonfiori , in più in estetica viene utilizzato contro inestetismi quali l'acne, le rughe, le smagliature, la cellulite e le borse sotto gli occhi, è ottimo nel trattamento della couperose e come trattamento pre e post interventi chirurgici. Veniamo adesso ai CONSIGLI...
Come capire se vi stanno praticando un giusto massaggio linfodrenante? Il massaggio deve iniziare sempre dai linfonodi principali, situati alla base del collo, per procedere poi verso quelli periferici. questo massaggio si differenzia dagli altri perchè non prevede manovre pesanti e rigide , non deve provocare dolore o arrossamenti, infatti questa tecnica prevede manovre delicate e lente eseguite in senso centripeto, infatti grazie alla sua delicatezza viene consigliato anche in presenza di fragilità capillare o per drenare edemi post-operatori.
E' controindicato in caso di ipertiroidismo, ipotensione, asma, nelle infiammazioni e infezioni acute , nei casi di insufficienza cardiaca, tumori maligni e trombosi.
Benefici:
- sul viso, migliora l'acne, la couperose, il colorito spento, le sinusiti croniche e le borse sotto gli occhi;
- sul torace, è indicato per la pre e post mastectomia, in tutti i casi di tensione mammaria e per prevenire la formazione di smagliature e mantenere tonica la pelle del seno. E' da evitare questo massaggio in caso di fuoriuscita di liquido dal capezzolo o in presenza di noduli sospetti;
- sugli arti superiori: è indicato per trattare edemi e parestesie ( sensazione di formicolio ed intorpidimento) e rigidità articolare. L'edema potrebbe manifestarsi alle dita della mano in fase premestruale o in gravidanza o essere causato da fattori atmosferici o allergici , è utile anche per il trattamento del tunnel carpale;
- sull'addome: è indicato per contrastare la stipsi;
- sugli arti inferiori: è indicato per fragilità capillare (teleangectasie), edemi di varia natura, cellulite. In caso di cellulite verranno trattati durante il massaggio non solo gli arti inferiori, ma anche l'addome, la zona lombare e i glutei, sempre con manovre lente e delicate;
- sulla zona lombare e glutea: è indicato in seguito ad interventi di lipoaspirazione a carico della zona lombare o degli arti inferiori, in caso di lombalgie o algie del coccige. E' utile per chi fa cicli di mesoterapia e va effettuato o subito prima o dopo un paio di giorni dalla mesoterapia, non va invece praticato subito dopo per evitare che il cocktail stesso venga eliminato ancor prima di aver effetto;
- sul dorso: è indicato per contrastare gli stati dolorosi a carico di questa zona , dovuti principalmente a contratture muscolari.
Nel prossimo articolo vi incuriosisce di più leggere su un massaggio occidentale o orientale? Aspetto le vostre richieste 😉
Pubblicato 26/02/23 22:50
E ANCORA LINFODRENAGGIO... SI MA FAI DA TE.
Bene cari blogoscenti, nel precedente articolato vi ho illustrato quello che è uno dei massaggi più richiesti nei centri estetici: il linfodrenante, adesso voglio andare un po' oltre e darvi qualche altra dritta. Non me ne vogliate, ma è necessario fare qualche accenno di anatomia, cercherò di far uscire il Piero Angela che è in me 😅 per rendervela più semplice possibile.
Sappiamo tutti quanto sia importante la funzione del cuore che pompa in continuazione sangue per portare, attraverso le arterie, ossigeno e nutrienti a tutti i nostri tessuti, anche quelli più periferici, ma non si limita a questo, tramite la parte venosa raccoglie le scorie e l'anidride carbonica per portarli nei punti di smaltimento del corpo e verso i polmoni, in questa fase di ritorno dalla periferia verso il centro è ostacolato dalla forza di gravità. Il nostro corpo però è una macchina straordinaria ed ha predisposto dei meccanismi che aiutano il sangue nella sua risalita. Bene tra questi meccanismi a livello della pianta dei piedi ci sono la soletta del Lejars e il triangolo della Volta, che è una struttura situata nella parte più profonda del piede. La stimolazione di queste due strutture attraverso la deambulazione attiva la risalita del sangue e della linfa aiutata anche dalla spremitura laterale dei muscoli del polpaccio, ecco perché è importante camminare e deambulare in modo corretto, perché se queste strutture non vengono sollecitate si ha un ristagno di liquidi.
Sia chi effettua un lavoro sedentario, sia chi sta troppo in piedi avverte la sensazione di gambe pesanti e gonfie, allora come possiamo ovviare? Con un massaggio linfodrenante….ok, ok si ho capito non hai il tempo, o non te lo puoi permettere economicamente. Allora ascolta il mio suggerimento, per un massaggio a settimana il tempo e i soldi dovresti trovarli stiamo parlando di trattamenti che possono essere funzionali e preventivi a problematiche che nel tempo diventeranno poi irreversibili, starai pensando ma con un solo massaggio cosa ci faccio, ebbene ho altri suggerimenti da darti.😉
Avrai un momento della giornata in cui ti fermi, stai al divano a vedere un film, a leggere un libro o ad ascoltare buona musica, bene siediti come meglio credi e metti sotto i tuoi piedini la spiky ball, esatto la palla a riccio quella che si usa durante le lezioni di pilates, bene questo ti assicuro è un fantastico alleato per stimolare la tua circolazione, poggia la pianta del piede sopra, fai una buona pressione e fai andare sugli aculei il mesopiede che poi scivolerà tra dita e tallone, cosa? Ti fai male?🤦 Eh ma sei “puppuso/a” come si dice dalle mie parti ( sai sono di origini British🤣🤣)…dai su pensa che dopo ti sentirai leggero/a come una piuma e d’inverno ti aiuterà anche a scaldare i piedi ( se sei donna per la felicità del tuo compagno 😬)
Si possono fare anche altri esercizi col piede, sempre con l’ausilio della pallina e ricordiamo che, se si avvertono dei fastidi è anche perché, alla base del piede ci sono delle zone riflesse, per i più volenterosi e ginnici posso consigliare anche l’uso del foam roller.
Bene ricapitoliamo, per aiutarci a drenare e a spingere la circolazione venosa e linfatica dobbiamo camminare, fare massaggi linfodrenanti e stimolare la risalita del sangue con l’aiuto di spiky ball o foam roller, adesso non avete più scuse. Alla prossima blogoscenti e come sempre state sul pezzo per altri consigli…
L’IMPORTANZA DI PROTEGGERSI…. E NON E’ UNA PUBBLICITA’ DELLA DUREX!!!
Bene cari blogoscenti, visto che siamo nel mese più pazzerello dell’anno, ho pensato di parlarvi di protezione solare.
In questo articolo i protagonisti sono i raggi ultravioletti e vi renderò edotti dell’importanza di proteggere la nostra pelle non solo d’estate, ma anche d’inverno.
Indubbiamente il sole ha innumerevoli benefici, parliamoci chiaramente senza sole non ci sarebbe vita, ma i suoi benefici sono compromessi dall’azione dei raggi UV che se assorbiti in dosi eccessive possono avere effetti negativi provocando eritemi, fotoallergie, invecchiamento cutaneo e melanomi (tumori cutanei).
Il nostro corpo è strutturato in maniera tale da riuscire ad attivarsi per proteggerci da questi raggi e lo fa mediante la produzione di melanina, ma prima che questa nuova produzione di melanina si attivi passano circa 72 ore, ecco perché risulta fondamentale proteggere la pelle con filtri solari sin dalle prime esposizioni.
Per vostra conoscenza, siccome lo sento dire spesso, usare una protezione alta, 50 per intenderci, non impedisce alla nostra pelle di abbronzarsi, i raggi che vengono schermati e assorbiti dai prodotti solari sono circa il 95%, il restante 5% ci va a stimolare la produzione di nuova melanina e quindi il processo dell’abbronzatura. Ogni individuo ha un proprio “patrimonio solare” che se consumato velocemente, a causa delle frequenti e prolungate esposizioni, può portare al manifestarsi di alterazioni patologiche quali il foto-invecchiamento, i tumori cutanei le fotoallergie e la formazione dei radicali liberi, ve l’ho ripetuto così ve lo mettete in zucca!
Perché ho deciso di parlare di protezione solare a marzo, beh perché tra poco ci avviamo all’inizio della primavera, starai obiettando che le temperature non sono poi così alte anche in primavera…bene allora ti svelo l’arcano il caldo e l’incidenza degli effetti dei raggi UV sulla nostra pelle, non corrono proprio di pari passo, basti pensare a chi va in settimana bianca, va sulla neve quindi caldo non fa, ma la pelle se non protetta vedi come si cuoce!!
C’è un sistema per capire l’intensità dei raggi durante il giorno, ed è l’indice UV, questo viene indicato con un numero compreso tra 1 e 11 e ci permette di capire se l’incidenza dei raggi, in quel determinato giorno, può essere rischiosa o meno nel caso in cui ci esponessimo troppo al sole. Questo indice lo troviamo nelle app meteo, quindi al mattino mentre sorseggiamo il nostro buon caffè sarebbe buona norma consultarlo.
Se l’indice è 1 o 2 si può star fuori in sicurezza senza protezione, se indica 3, 4 o 5 è richiesta la protezione e si consiglia di usare maglietta, occhiali e cappello, se è 6 o 7 oltre alle protezioni già indicate poc’anzi è consigliato stare all’ombra durante le ore più calde, se l’indice è 8, 9 o 10 è richiesta una protezione molto alta e ripetuta oltre alle solite raccomandazioni, ma in più si consiglia di evitare di stare fuori nelle ore più calde. Se l’indice UV è 11 si dovrebbe proprio evitare di uscire, ma nel caso fosse necessario farlo è bene stare all’ombra con tutte le necessarie protezioni.
E’ ovvio che le condizioni che determinano la sicurezza dell’esposizione sono abbastanza individuali, variano in base al tipo di pelle, alla produzione di melanina, all’età, allo stato di salute, , nonché a fattori ambientali come orario, tempo di esposizione, altitudine, stagione, ma … basta rispettare alcune semplici regole di buon senso per non correre inutili rischi come: esporsi in maniera graduale, utilizzare prodotti foto-protettivi e doposole, e curare l’alimentazione assumendo cibi e integratori che contrastino la formazione dei radicali liberi e aiutino l’organismo a produrre nuova melanina.
Ci sarebbe ancora moltissimo da dire sull’argomento e ci ritornerò sicuramente più in là per rinfrescarvi la memoria, vogliatevi bene mi raccomando usate la protezione solare tutto l’anno!!!
Che poi dico usate i durex per evitare situazioni indesiderate, che vi costa usare le protezioni solari che vi tutelano da danni altrettanto seri 😅
Radiofrequenza
Salve blogoscenti oggi vi parlo di una tecnologia dagli effetti strepitosi, è uno dei trattamenti che insieme all'epilazione laser fornisce maggiori soddisfazioni in estetica.
La radiofrequenza è una tecnologia non invasiva e indolore sia medica che estetica utilizzata per trattare diversi inestetismi cutanei e corporei.
Attraverso l'applicazione di energia elettrica ad alta frequenza sulla pelle, si riscalda il tessuto sottocutaneo generando un calore endogeno che va a stimolare la produzione di nuovo collagene migliorando l'aspetto della pelle. La radiofrequenza è un’apparecchiatura che effettua un trattamento soft, a patto che le impostazioni e la modalità operativa venga gestita in maniera corretta dall'estetista.
A cosa serve e a chi viene consigliata?
La radiofrequenza è utilizzata per trattare una serie di problemi estetici e medici, tra cui:
- Rassodamento della pelle;
- Riduzione delle rughe e delle linee sottili;
- Miglioramento dell'elasticità della pelle;
- Riduzione della cellulite;
- Riduzione delle cicatrici da acne;
- Trattamento delle smagliature.
In estetica è, perciò, utilizzata principalmente per la tonificazione cutanea, ma i campi di utilizzo sono tanti: antiaging e antirughe sul viso, ritenzione idrica e drenaggio sul corpo. Gli effetti sono molteplici: il primo effetto è il “wash out” che è l'eliminazione delle tossine, questo avviene a seguito della stimolazione del microcircolo; un secondo fenomeno è legato alla stimolazione dei fibroblasti che vanno a produrre collagene di tipo 1 e pertanto si verifica la produzione di nuovo collagene che va a riempire il derma dando un effetto tensore e liftante: ciò consente di migliorare l'ovale del viso o tonificare i tessuti.
La radiofrequenza è un trattamento non chirurgico che richiede sessioni ripetute per ottenere risultati significativi. Di solito, è necessario un ciclo di trattamento composto da 4-6 sessioni, con una frequenza settimanale o bisettimanale. Ogni sessione può durare dai 15 ai 40 minuti, a seconda dell'area trattata.
Il motivo per cui si richiedono più sedute è che i risultati della radiofrequenza sono progressivi e il collagene ha bisogno di tempo per rigenerarsi. Ripetendo le sedute, è possibile ottenere un miglioramento graduale dell'aspetto della pelle e dei risultati desiderati.
I costi dei trattamenti di radiofrequenza variano notevolmente in base all'area trattata, alla clinica o al centro estetico scelto e alla posizione geografica.
La radiofrequenza è generalmente sicura, ma potrebbe non essere adatta a tutti. Alcune delle controindicazioni includono:
- Gravidanza;
- Patologie cutanee attive o infezioni nella zona da trattare;
- Storia di herpes attivo nella zona da trattare;
- Pacemaker o dispositivi medici impiantati;
- Storia di coaguli di sangue o disturbi di coagulazione;
- Malattie autoimmuni o immunosoppressive.
Prima di sottoporsi a un trattamento di radiofrequenza, è perciò essenziale consultare un medico o un professionista qualificato per valutare se si è un candidato adatto e discutere delle aspettative e dei potenziali rischi associati al trattamento.
La RF è definita come termoterapia endogena perchè il calore si sviluppa all'interno dei tessuti, facendo accorciare le fibre collagene che danno l’effetto tensore. Non bisogna pensare che riscaldando di più il tessuto si ottiene un vantaggio maggiore: se il collagene lo si scalda troppo perde la sua normale elasticità e quindi si perde l'effetto ricercato. Se si effettua un trattamento estetico o medico su una paziente che ha un forte stress ossidativo o che ha dei radicali liberi in eccesso, i risultati saranno minimi.
La RF la si può effettuare a titolo preventivo già da giovani e il trattamento può essere eseguito su viso, collo, decolletè, glutei, addome, cosce e mani.
Dopo questo articolo so già che non temerete più le rughe, la cellulite e il rilassamento cutaneo, verooo???😜
Riscopri la Tua Bellezza Naturale con il Collagene
Pubblicato il 15 ottobre 2023 10:47
Miei preziosi Blogoscenti nel precedente articolo vi ho parlato di radiofrequenza e di come questa tecnologia non invasiva e indolore vada a stimolare la produzione di collagene ottimo per il trattamento della lassità cutanea, per la ridefinizone dell’ovale, per migliorare l’aspetto delle rughe, per il trattamento della cellulite, ecc. insomma se vi è sfuggito l’articolo andate a rileggerlo.
Qualcuna di voi mi ha scritta per chiedermi “What’s collagene? “E avete ragione ogni tanto dimentico che vi devo imboccare tutto come i bambini ...🤣🤣🤣
Innanzitutto il collagene è una proteina fondamentale, che si trova nel corpo è la più abbondante nel nostro organismo e, costituisce una parte essenziale di molti tessuti come la pelle, le ossa, i tendini, i legamenti e i vasi sanguigni. È particolarmente importante per mantenere la pelle elastica, i capelli robusti, le unghie resistenti e per sostenere la struttura dei tessuti connettivi.
Il nostro corpo produce collagene in maniera fisiologica. La pelle giovane e sana è ricca di collagene, il quale contribuisce a mantenere l'aspetto tonico, elastico e idratato. Tuttavia, con l'avanzare dell'età, la produzione di collagene diminuisce, contribuendo ai segni di invecchiamento come rughe, perdita di elasticità e pelle rilassata. Il collagene può essere ottenuto da diverse fonti, inclusi alimenti come carne, pesce, uova, tuttavia, l'assunzione di collagene tramite la dieta può non essere sufficiente per compensare la diminuzione legata all'età.
È importante notare che la produzione di collagene può variare da persona a persona e dipende anche da fattori genetici. Si possono però adottare alcune strategie per contribuire a preservare e supportare la salute della pelle nel lungo termine.
Promuovere il collagene in estetica non riguarda solo l'uso di prodotti, ma anche l'adozione di uno stile di vita e di pratiche che supportino la salute e l'elasticità della pelle nel lungo termine. Questo approccio globale può portare a risultati più soddisfacenti e duraturi per i clienti.
Ecco alcune strategie per promuovere la produzione di collagene e mantenere la salute della pelle:
- Dieta Bilanciata e Ricca di Nutrienti:
- Assicurarsi di consumare una dieta equilibrata che includa proteine magre, frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani. Alcuni nutrienti importanti per la produzione di collagene includono vitamina C, zinco, rame e aminoacidi.
- Integratori di Collagene:
- Gli integratori di collagene, disponibili in diverse forme come capsule, polveri e bevande, possono fornire il supporto necessario per la produzione di collagene nel corpo.
- Protezione Solare Adeguata:
- L'esposizione ai raggi UV può danneggiare il collagene nella pelle. L'uso di creme solari a largo spettro con un elevato SPF aiuta a proteggere la pelle dai danni causati dal sole. (e se vi è sfuggito l’articolo sull’importanza della protezione andate a leggerlo!)
- Evitare Fumo e Alcol:
- Il fumo di sigaretta e l'abuso di alcol possono accelerare la degradazione del collagene. Evitare queste abitudini nocive può contribuire a preservare il collagene esistente.
- Esercizio Fisico Regolare:
- L'attività fisica regolare favorisce la circolazione sanguigna e può contribuire a una corretta distribuzione di nutrienti e ossigeno alle cellule, supportando la produzione di collagene.
- Trattamenti Cutanei Professsionali:
- Procedure come il microneedling, il laser frazionale, i trattamenti a base di radiofrequenza e i fillers a base di collagene stimolano la produzione di collagene e possono migliorare l'aspetto della pelle.
- Prodotti Cosmetici Specifici:
- L'uso di creme, sieri e trattamenti contenenti ingredienti noti per stimolare la produzione di collagene, come la vitamina C e il retinolo, può essere utile.
- Idratazione Adeguata:
- Mantenere la pelle ben idratata aiuta a preservare l'elasticità e la salute generale. L'applicazione di creme idratanti può contribuire a questo processo.
- Ridurre lo Stress:
- Elevati livelli di stress possono influenzare negativamente la produzione di collagene. Pratiche di gestione dello stress come lo yoga, la meditazione e l'esercizio di respirazione possono aiutare.
- Sonno di Qualità:
- Durante il sonno, il corpo ha l'opportunità di rigenerarsi e riparare i tessuti, compreso il collagene. Assicurarsi di avere un sonno sufficiente e di buona qualità è essenziale.
Si consiglia sempre di consultare un professionista della salute o un dermatologo prima di apportare modifiche significative alla propria dieta o routine di cura della pelle.
Noi esperti dell'estetica possiamo monitorare la salute della pelle dei clienti nel tempo e fornire consulenza personalizzata su come promuovere la produzione del collagene.
Spero di aver chiarito i vostri amletici dubbi, al prossimo articolo miei adorati blogoscenti! 🥰
Blogoscenti, sono tornata e ho qualche verità scomoda da dirvi!
Scusate l’assenza, blogoscenti.😅
Sì, lo so, sono sparita. Non vi sto neanche a dire “per poco”, perché sarebbe una bugia elegante.😎
La verità è che in questo tempo non sono stata ferma.
Ho lavorato, osservato, sperimentato, fatto corsi e ho visto pelli, tante.
Ho visto errori ripetuti, aspettative altissime e risultati… molto meno entusiasmanti. E soprattutto ho aggiunto un bel po’ di esperienza reale a tutto quello che già sapevo. E quindi eccomi qui. Con meno filtri e un po’ più di verità. La verità che (quasi) nessuno vi dice.
Partiamo da una cosa semplice semplice: la maggior parte dei prodotti che usate… non vi serve.
Respirate. Non sto dicendo che “non funzionano”. Sto dicendo che non sono adatti a voi. E c’è una differenza enorme.
Ogni giorno ci sono persone che:
- cambiano crema come cambiano vestiti
- comprano l’ultimo prodotto “miracoloso”
- seguono consigli trovati a caso online
E poi gli senti dire la stessa frase:
👉 “Non vedo risultati”
E no, non è colpa della vostra pelle.
Vi hanno convinte che:
- più prodotti = più risultati
- più spendi = meglio è
E quindi via di sieri, creme, booster, attivi, maschere…una routine che sembra più un rituale complicato che una cura.
Ma la pelle, poverina, è molto più semplice di così.
👉 La pelle vuole coerenza. Non caos.
Cosa funziona davvero (spoiler: è meno di quello che pensate) Nella maggior parte dei casi bastano:
- un detergente fatto bene
- una crema giusta
- al massimo un attivo mirato
Fine.
Sì, lo so. Poco glamour.
Ma tremendamente efficace. Il problema vero è che nessuno vi ha insegnato a:
- capire la vostra pelle
- leggere quello che vi sta dicendo
- scegliere con criterio
E quindi fate l’unica cosa che potete fare: provate.
Provate tanto.
Spendete tanto.
E ottenete poco.
Quello che faccio io (e che cambia tutto)
Quando mi trovo davanti a una pelle, la prima cosa che faccio non è aggiungere.
👉 Tolgo.
Tolgo il superfluo.
Tolgo la confusione.
Tolgo prodotti che “sembrano giusti” ma non lo sono.
Perché spesso il problema non è quello che manca. È quello che c’è di troppo. Da oggi si riparte così
Se sei arrivata fin qui, una cosa è certa: vuoi capirci qualcosa in più.
E allora facciamo una cosa semplice:
👉 se vuoi capire cosa serve davvero alla tua pelle (e cosa puoi tranquillamente eliminare), scrivimi.
Ti rispondo io.
Senza giri di parole. Senza fuffa.
Bentrovati su BellessEnza.
Adesso si fa sul serio.
La pelle non dimentica
25 aprile: tra memoria e pelle
25 aprile 2026
Buon 25 aprile, miei amati blogoscenti!
E no, oggi non scriverò di bellezza o almeno… non solo nel modo in cui lo faccio di solito. Oggi voglio lasciare spazio a un ricordo. Un ricordo che non è mio, ma che mi appartiene profondamente....
È il 12aprile del 1943, mio padre ha undici anni.
È in una falegnameria, in via 24 maggio, a Cosenza. Sta imparando un mestiere, sta imparando a diventare grande troppo in fretta.
Poi arrivano le sirene e poi il rumore, una bomba colpisce l’edificio in cui sta lavorando, che crolla in parte..
A proteggere mio padre è il mastro che gli stava insegnando il mestiere, si mette sopra di lui, fa da scudo con il suo corpo.
Quel mastro muore mio padre resta vivo, ma una scheggia di bomba lo colpisce al piede.
Da quel giorno gli resta una cicatrice.
E forse è proprio da lì che inizia tutto, perché quel bambino che stava imparando a lavorare il legno, da grande continuerà a costruire, però lo farà nei cantieri, sotto il sole, tra polvere, vento e fatica: diventerà capocantiere e il suo corpo, negli anni, continuerà a raccontare.
La pelle segnata dal sole, le rughe arrivate prima del tempo, le mani dure e quella cicatrice — invisibile agli occhi di molti — che resta parte della sua storia.
Oggi, in questo giorno che parla di libertà, mi viene da fare un collegamento forse un po’ audace.
Sono un’appassionata di estetica e mi piace approfondire tutto ciò che riguarda la bellezza, la pelle e quello che il corpo racconta e forse è proprio per questo che ci penso, perché la pelle non è solo superficie. È memoria.
Oggi è un giorno di memoria storica e la memoria storica va preservata, custodita, imparata, non si cancella, non si riscrive per renderla più piacevole.
E allora mi chiedo: perché con la pelle facciamo il contrario? Perché questa corsa a cancellare tutto? Rughe, segni del tempo.
Lo dico anche se può sembrare controcorrente.
Non sono per inseguire a tutti i costi una giovinezza forzata, fatta di continui interventi, ritocchi, trasformazioni.
Invecchiare è fisiologico fa parte della vita.
Certo, invecchiare bene è fondamentale, prendersi cura di sé, prevenire, proteggersi da ciò che può danneggiarci davvero: malattie, patologie, trascuratezza, ma questo è diverso dal voler cancellare ogni traccia del tempo.
Forse la vera cura è un’altra, è preservare, è rispettare, è accompagnare il cambiamento, non combatterlo.
Mio padre ha vissuto altri 77 anni dopo quel giorno, una vita vera, forte e la sua pelle, con tutte le sue tracce, raccontava esattamente questo: che aveva vissuto.
Oggi è un giorno per ricordare e proprio come la memoria storica, anche la pelle merita rispetto perché entrambe, se le cancelli, non raccontano più nulla!
In fondo, ogni segno sul nostro viso è il capitolo di un libro che solo noi abbiamo il privilegio di aver scritto. C’è chi preferisce una pagina bianca, levigata, e chi sceglie di rileggersi in ogni solco, ritrovandovi un sorriso, un dolore o una conquista.
E tu, di fronte allo specchio, che storia vedi? Accogli i segni del tempo come testimoni preziosi della tua strada o senti il bisogno di proteggerti da loro?
Mi piacerebbe molto conoscere il tuo pensiero: preferisci custodire il tuo diario così com’è o riscriverne qualche riga?
Più colore non significa più protezione: la verità sugli attivatori di abbronzatura
Cari blogoscenti oggi vi propongo un indovinello: gli attivatori di abbronzatura: vi colorano… ma vi proteggono davvero?
Con l’arrivo delle prime giornate di sole torna ad assillarci la domanda: “Se usiamo un attivatore di abbronzatura, ci proteggiamo di più?”
Sembra una domanda semplice, ma la risposta è più profonda, perché l’abbronzatura non è solo estetica, ma è una risposta biologica della pelle.
La pelle è un tessuto vivo che si rinnova continuamente. Nello strato basale nascono nuove cellule e i melanociti producono melanina, che non serve solo a dare colore, ma a proteggere il DNA dai danni dei raggi UV, infatti durante la divisione cellulare il DNA è più vulnerabile e la melanina si dispone come uno “scudo” sopra il nucleo per difenderlo.
Ma non tutta la melanina è uguale, cosa voglio dire che, in ogni persona sono presenti proporzioni diverse di eumelanina e feomelanina: la eumelanina è più scura e più protettiva mentre la feomelanina è più chiara e meno efficace contro lo stress ossidativo.
Ed è qui che entra in gioco il fototipo: le pelli chiare producono più feomelanina → meno protezione, più rischio di eritemi, le pelli scure producono più eumelanina → maggiore difesa naturale, ovviamente questa differenza è genetica.
E allora cosa fanno davvero gli attivatori?
Agiscono su processi già presenti nella pelle:
stimolano la melanogenesi
supportano i melanociti forniscono precursori come la tirosina
Ma non possono:
cambiare il tipo di melanina
aumentare la protezione naturale oltre i limiti biologici
trasformare un fototipo chiaro in uno più resistente
Questo significa che possiamo abbronzarci più velocemente…ma non siamo più protetti, anzi il rischio è una falsa sicurezza: vedere più colore e pensare di poter esporsi senza conseguenze. Quindi gli attivatori di abbronzature possono stimolare il processo, ma non cambiano la genetica del melanocita, se una pelle è predisposta a produrre poca eumelanina, l'attivatore avrà un effetto limitato, se invece la pelle ha una buona capacità melanogenetica, l'attivatore può potenziare e velocizzare l'abbronzatura.
👉 Dunque il punto chiave è proprio questo: stimolare non significa proteggere.
La vera protezione dipende dall’equilibrio biologico della pelle, non da un cosmetico, per questo la protezione solare resta fondamentale per tutti, indipendentemente dal fototipo, perché non tutte le abbronzature sono uguali e non tutte le pelli reagiscono allo stesso modo.
👉 E tu usi un attivatore… ma sai davvero come reagisce il tuo fototipo?
Se vuoi, scrivimi e ne parliamo insieme.
Doposole: vera necessità o semplice marketing?
16 maggio 2026
Cari blogoscenti, nei precedenti articoli ho affrontato il tema degli acceleratori di abbronzatura, della protezione solare e del ruolo fondamentale che i raggi UV hanno nel determinare non solo il colore della pelle, ma anche i suoi processi più profondi. A questo punto, una domanda è quasi inevitabile: il doposole è davvero un alleato della pelle oppure è soprattutto una scelta guidata dal marketing cosmetico?
La risposta non è netta, ma richiede di capire cosa succede alla pelle dopo l’esposizione al sole, anche quando non ci sono scottature visibili, il sole mette comunque la pelle sotto stress.
Dopo l’esposizione si osserva spesso:
- maggiore perdita di acqua,
- piccole infiammazioni,
- stress ossidativo,
- temporaneo indebolimento della barriera cutanea.
In parole semplici: la pelle può essere “stressata”, anche se all’esterno sembra normale ed è proprio qui che entrano in gioco i prodotti doposole.
È importante chiarire una cosa, il doposole NON può:
- riparare i danni profondi causati dai raggi UV,
- annullare il foto-invecchiamento,
- sostituire la protezione solare.
I danni del sole si accumulano nel tempo e dipendono soprattutto da come ci proteggiamo prima e durante l’esposizione.
Il doposole non agisce sulla causa del danno, ma solo su ciò che la pelle “mostra” subito dopo.
Un buon doposole ha una funzione molto semplice ma utile: aiutare la pelle a stare meglio dopo il sole, in particolare può:
- idratare,
- dare sollievo immediato,
- rinfrescare la pelle,
- aiutare a ripristinare il comfort cutaneo.
È utile soprattutto dopo:
- lunghe esposizioni al sole,
- vento,
- salsedine,
- cloro,
- caldo intenso.
Nei doposole troviamo spesso ingredienti che aiutano la pelle a ritrovare equilibrio, come:
- Aloe vera: lenisce e rinfresca
- Pantenolo: aiuta a idratare e calmare la pelle
- Acido ialuronico: mantiene l’idratazione
- Glicerina: aiuta a trattenere l’acqua nella pelle
- Antiossidanti: aiutano contro lo stress causato dal sole
Questi ingredienti non “riparano” il danno del sole, ma aiutano la pelle a recuperare benessere e equilibrio.
Una cosa importante da sapere è che non sempre serve un prodotto chiamato “doposole”.
In molti casi, una buona crema idratante, lenitiva e delicata può avere lo stesso effetto; la differenza non è tanto nel nome del prodotto, ma nella qualità della formula.
Anzi, prodotti troppo profumati o con alcool possono non essere ideali su una pelle già stressata dal sole.
Il concetto di doposole nasce anche dal marketing cosmetico: l’idea di accompagnare la pelle in tutte le fasi dell’estate, prima, durante e dopo il sole.
Questo non significa che sia inutile, ma che non è un prodotto “indispensabile” come spesso viene percepito. il suo ruolo è quello di comfort e supporto, non di cura profonda o riparazione.
Come abbiamo già visto nei precedenti articoli, la pelle non è solo una superficie estetica, ma un organo che “ricorda” ciò che vive.
Ogni esposizione al sole lascia un segno nel tempo e può influenzare:
- l’invecchiamento,
- la texture della pelle,
- la comparsa di macchie.
Per questo il doposole è un gesto utile, ma non sostituisce mai la prevenzione.
Il doposole non è una magia e non è nemmeno solo marketing, è un alleato cosmetico che può aiutare la pelle a stare meglio dopo il sole, dando sollievo e idratazione, ma la vera cura della pelle non inizia dopo l’esposizione: inizia prima, con la prevenzione, la protezione e l’ascolto dei suoi bisogni.
Perché prendersi cura della propria pelle non significa soltanto inseguire l’abbronzatura, ma imparare a rispettarla davvero.
E voi blogoscenti come vi prendete cura della vostra pelle?
Più colore non significa più protezione: la verità sugli attivatori di abbronzatura
09 maggio 2026
Cari blogoscenti oggi vi propongo un indovinello: gli attivatori di abbronzatura: vi colorano… ma vi proteggono davvero?
Con l’arrivo delle prime giornate di sole torna ad assillarci la domanda: “Se usiamo un attivatore di abbronzatura, ci proteggiamo di più?”
Sembra una domanda semplice, ma la risposta è più profonda, perché l’abbronzatura non è solo estetica, ma è una risposta biologica della pelle.
La pelle è un tessuto vivo che si rinnova continuamente. Nello strato basale nascono nuove cellule e i melanociti producono melanina, che non serve solo a dare colore, ma a proteggere il DNA dai danni dei raggi UV, infatti durante la divisione cellulare il DNA è più vulnerabile e la melanina si dispone come uno “scudo” sopra il nucleo per difenderlo.
Ma non tutta la melanina è uguale, cosa voglio dire che, in ogni persona sono presenti proporzioni diverse di eumelanina e feomelanina: la eumelanina è più scura e più protettiva mentre la feomelanina è più chiara e meno efficace contro lo stress ossidativo.
Ed è qui che entra in gioco il fototipo: le pelli chiare producono più feomelanina → meno protezione, più rischio di eritemi, le pelli scure producono più eumelanina → maggiore difesa naturale, ovviamente questa differenza è genetica.
E allora cosa fanno davvero gli attivatori?
Agiscono su processi già presenti nella pelle:
- stimolano la melanogenesi
- supportano i melanociti
- forniscono precursori come la tirosina
Ma non possono:
- cambiare il tipo di melanina
- aumentare la protezione naturale oltre i limiti biologici
- trasformare un fototipo chiaro in uno più resistente
Questo significa che possiamo abbronzarci più velocemente…ma non siamo più protetti, anzi il rischio è una falsa sicurezza: vedere più colore e pensare di poter esporsi senza conseguenze. Quindi gli attivatori di abbronzature possono stimolare il processo, ma non cambiano la genetica del melanocita, se una pelle è predisposta a produrre poca eumelanina, l'attivatore avrà un effetto limitato, se invece la pelle ha una buona capacità melanogenetica, l'attivatore può potenziare e velocizzare l'abbronzatura.
👉 Dunque il punto chiave è proprio questo: stimolare non significa proteggere.
La vera protezione dipende dall’equilibrio biologico della pelle, non da un cosmetico, per questo la protezione solare resta fondamentale per tutti, indipendentemente dal fototipo, perché non tutte le abbronzature sono uguali e non tutte le pelli reagiscono allo stesso modo.
👉 E tu usi un attivatore… ma sai davvero come reagisce il tuo fototipo?
Se vuoi, scrivimi e ne parliamo insieme.
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Commenti
Complimenti, è un piacere ritrovarti ‘’sotto altre vesti’’, sarà un piacere seguirti, un abbraccio affettuoso e in bocca al lupo per un brillante nuovo percorso 😘
Ti seguirò con interesse e curiosità. Brava Enza!!!
Sei così brava a condividere le tue conoscenze,ti seguirò’ con interesse professionale per tenermi aggiornata 👍🏻👏🏻🥰